Le dodici ceste - 2
Chiedersi se la cultura possa creare sviluppo economico non ha tanto senso. Perché equivale a dire che lo sviluppo economico non è a sua volta cultura, che si può dare sviluppo economico senza cultura o peggio ancora che cultura sia quella cosa lì che sta per conto suo e che viene confezionata nella terza pagina del Corriere o al pomeriggio su Fahrenheit (sì, quelli dell’acca in mezzo).
Eppure in molti se lo chiedono, ci scrivono sopra libri e ci fanno corsi universitari. E se lo fanno il motivo c’è: il più delle volte le imprese non si interrogano su che cosa stanno facendo. Ma fanno e basta. Assumono la cultura che c’è e la danno per scontata, cercando di camparci sopra. A volte va bene, a volte finisce subito. Perché ogni cultura (che possiamo definire come un sistema assiomatico dato) ha dei limiti intrinseci e si basa su risorse definite. Ogni azione d’impresa assume una determinata cultura, ne esaurisce le risorse e la satura della propria produzione. Le imprese producono un valore complessivo fissato dai limiti dati dalla stessa cultura nella quale scelgono di muoversi.
Esempio. Se la mobilità individuale si basasse ancora sul cavallo, oggi saremmo bloccati, perché saremmo tutti sommersi dallo sterco. Certo, oggi siamo sommersi dalle polveri sottili: ma non possiamo sperare molto di meglio se un’automobile come la 500, che si basa su una tecnologia vecchia di un secolo (motore a scoppio), viene decantata dall’intellighenzia come un miracolo del genio italico solo perché ci hanno installato sul cruscotto una chiavetta USB.
Ora, che ogni cultura abbia un limite intrinseco è nella natura delle cose. Il che non vuol dire che l’universo è una caldaia che si sta raffreddando e che le industrie accelerano l’entropia. Ma vuol dire che bisogna soffermare la propria attenzione sulla cultura della cultura, ovvero sulla capacità di rivoluzionare il sistema assiomatico dato per generare nuovi orizzonti, nuovi limiti, nuova cultura.
La riflessione su come la cultura (con al sua dotazione immateriale fatta di conoscenza, competenza, esperienza) sia implicata nei processi di creazione del valore economico diventa particolarmente interessante nel momento in cui si esplicita nel modello del distretto culturale evoluto.
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