Archivio per Marzo 2007

INRI

Marzo 30, 2007

La prima cena/2

Marzo 28, 2007

Nel post precedente, citando Bouyer, si diceva che “in nessun pasto dell’inizio dell’era cristiana il presidente di un’assemblea di commensali stava di fronte agli altri partecipanti… il carattere comunitario del pasto era messo in risalto proprio dalla posizione contraria, dal fatto che tutti i partecipanti si trovassero dallo stesso lato del tavolo”.

Vero, anche se a volte lo troviamo uno che sta, solo, di fronte a tutti gli altri commensali: Giuda.

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La prima cena/1

Marzo 27, 2007

Ultima cena

«L’idea che una celebrazione di fronte al popolo abbia potuto essere una celebrazione primitiva, e in particolare quella della cena eucaristica, non ha altro fondamento se non una errata concezione di ciò che poteva essere un pasto nell’antichità, cristiano o no che fosse. In nessun pasto dell’inizio dell’era cristiana il presidente di un’assemblea di commensali stava di fronte agli altri partecipanti. Essi stavano tutti seduti, o distesi, sul lato convesso di una tavola a forma di sigma… Da nessuna parte, dunque, nell’antichità cristiana, sarebbe potuta venire l’idea di mettersi di fronte al popolo per presiedere un pasto. Anzi, il carattere comunitario del pasto era messo in risalto proprio dalla disposizione contraria, cioè dal fatto che tutti i partecipanti si trovassero dallo stesso lato della tavola» (Louis Bouyer, Architettura e liturgia, p. 38, Qiqaion, 1994).

Nel silenzio del creato

Marzo 24, 2007

Il testo che segue è di Giovanni Gardini e offre un percorso di lettura e contemplazione delle Annunciazioni di Rachele Biaggi, opere in questi giorni esposte nella chiesa di S.Maria Annunciata in Chiesa Rossa a Milano.

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Nel Silenzio del creato

“Il Mistero ha scelto di entrare nella storia dell’uomo con una storia identica a quella di qualsiasi uomo: vi è entrato per ciò in modo impercettibile, senza nessuno che lo potesse osservare e registrare. Ad un certo punto si è posto e per chi lo ha incontrato quello è stato il grande istante della sua vita e della storia tutta”.  L. Giussani  

Questa non è una mostra. E’ un appuntamento di fede che si accosta al mistero dell’Annunciazione-  Incarnazione del Verbo. E’ riflessione offerta,  invito a condividere un cammino tracciato in quattro momenti secondo quella che è l’originale intuizione dell’artista Rachele Biaggi: il saluto a Maria, l’annuncio inaudito del piano divino, l’attesa dell’angelo, l’Incarnazione del Verbo. Scrive la Biaggi a proposito del suo lavoro: “Tutto ciò è iniziato come preghiera, affinché questo Mistero potesse diventare familiare alla mia vita”. Accostarsi ai suoi quadri  è dunque lasciarsi sollecitare personalmente, come è avvenuto per lei, sino alle origini della fede. Le sue opere, solitamente di piccole dimensioni, decine e decine di immagini, sono le pagine di un diario spirituale. Tacquini, fogli volanti dove si susseguono le “meditazioni”; calligrafie pressochè identiche, essenziali, eppure, ogni volta, straordinariamente nuove; melodia dell’anima totalmente uguale a se stessa e allo stesso tempo altra. Immagini evocative della soglia. Forme semplici, dai colori silenziosi, luogo della coscienza illuminata dalla fede.  Esse sono il racconto di un intenso percorso spirituale in cui il miracolo che si compie e disvela in Maria è dono prezioso, sorgente di vita; è Mistero che ci ha preceduti, il Dio fatto uomo, Carne nella mia carne. La Biaggi non firma i suoi lavori, né li data. Modalità inusuale, controcorrente, soprattutto oggi dove l’ego artistico attanaglia prepotente e vorace tanta arte contemporanea; qui invece esso è fatto da parte nella consapevolezza della grazia che nel gesto artistico è stata elargita.

Queste annunciazioni meritano e necessitano tempo e soprattutto, di essere riguardate; si disvelano infatti lentamente, nella capacità di accostarsi ad esse e di essere in comunione cordiale al sentimento di Maria, la custode - nel segreto – della divina grazia.


 

Il Signore è con te 

Il percorso spirituale e artistico della Biaggi prende forma in questo primo tempo in cui l’angelo Gabriele si manifesta alla vergine di Nazaret portandole l’annuncio della presenza di Dio: “Il Signore è con te”.

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L’angelo e Maria, uno di fronte all’altra, segni verticali e sottili.

Essi emergono da uno sfondo silenzioso di luce, talvolta una trama dalle cromie forti, un ordito di vernici macerate, sofferte, antiche. 

Le forme delicate, appena evocate con cui appaiono a noi le due sante figure, custodiscono l’intimità di questo annuncio così profondo, eco della promesa di Dio.

L’angelo, sempre sulla sinistra della scena, si palesa come appena giunto dalle recondite profondità del divino, quasi che ancora il fruscio della sua veste fosse percettibile, fermo nell’aria.

Talvolta un’ala, appena accennata in un vortice di segni, mostra decisa la provenienza celeste.

Il più delle volte egli è una presenza discreta a sottolineare come Maria venga sorpresa nella sua piena umanità, nella quotidiana esistenza, luogo privilegiato dell’intervento divino.

L’angelo è fermo davanti alla soglia, fisso davanti all’immensità della Vergine.

Maria è un fremito di materia. Quasi sussulta e si ritrae – sacro timore – dove il ritrarsi diventa la cifra della sua piena umanità sorpresa dalla voce di Dio.

Tra di loro un varco, il luogo di un annuncio più pieno che sta per essere elargito, pienezza della fecondità di Dio, tempo originario della creazione.

 Non temere, tu che custodisci l’amore 

“Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udi, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano” (1 Cor 2, 9).

“Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine” (Lc 1, 30-33).

Annunciazione 2

E’ un attimo questo, tutto interiore, di profondo silenzio, di tacita quiete in cui l’angelo annuncia l’immenso mistero.

Le figure in piedi, etremamente sintetiche, sono più che mai vicine, curve l’una verso l’altra, quasi un inchinarsi vicendevole davanti alla manifestazione reciproca della divinità.

C’è un gesto dell’angelo verso la Madonna, quasi un conforto, un abbraccio spirituale.

Talora, dietro ad essi, l’oro accenna ad un varco, una soglia, dove si manifesta il mondo divino, quasi una nicchia che custodisce la Madonna. 

Tace il creato

“Hai udito, Vergine, concepirai e partorirai un Figlio; hai udito che questo avverrà non per opera di uomo, ma per opera dello Spirito Santo. L’angelo aspetta la risposta: deve far ritorno a Dio che l’ha inviato. Aspettiamo, o Signore, una parola di compassione anche noi, noi oppressi miseramente da una sentenza di dannazione. (…)

Con la tua breve risposta possiamo essere rinnovati e richiamati in vita. (…). Tutto il mondo è in attesa, prostrato alle tue ginocchia: dalla tua bocca dipende la consolazione dei miseri, la redenzione dei prigionieri, la liberazione dei condannati, la salvezza di tutti i figli di Adamo, di tutto il genere umano.

O Vergine, da’ presto la risposta. Rispondi sollecitamente all’angelo, anzi, attraverso l’angelo, al Signore. Rispondi la tua parola e accogli la Parola: di’ la tua parola umana e concepisci la Parola divina, emetti la parola che passa e ricevi la parola eterna. (…). Ecco che colui al quale è volto il desiderio di tutte le genti, batte fuori alla porta. Non sia che mentre tu sei titubante, egli passi oltre e tu debba, dolente, ricominciare a cercare colui che ami. Lèvati su, corri, apri! Lèvati con la fede, corri con la devozione, apri con il tuo assenso.

“Eccomi”  dice, “sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”.

San Bernardo, Omelie

Annunc 3

E’ il momento, questo,  dove l’angelo attende, e in lui la creazione intera, Maria. 

Scrive la Biaggi: “Per me è importante il peso di questa attesa;  mi sono ritrovata nell’attimo in cui la creazione tutta aspettava il “Si” di Maria”.

L’universo è profondamente fermo, racchiuso in un immenso desiderio vibrante di redenzione.Maria e l’angelo, frontali e vicinissimi eppure appena discosti, si contemplano. Tra loro è lo spazio per la  parola di Maria, il luogo della coscienza e dell’obbedienza libera al progetto divino.  

“Eccomi”. 

Si è aperto il cielo.  

Com’era l’angelo, dolce fanciulla?

Come parlava: da dentro il tuo cuore?

Era la voce di tutti i profeti

Che risuonava dal libro più antico.

Certo tu eri la figlia fedele,

figlia di Sion, la terra in attesa,

isola intatta che l’albero porti

della speranza per tutto il creato.

S’è aperto il cielo sul nostro destino

Per abbassarsi e calarsi su noi:

perché da un angelo udissimo quanto

la nostra storia coinvolge l’eterno!

Ora saremo i congiunti di Dio,

sarà la terra per sempre il paese

delle sue nozze, la stanza o riviera

ove si abbracciano l’uomo e il suo Dio.

                                                     (David Maria Turoldo)

 

Annunciazione 4

 

E’ il tempo del riconoscimento e dell’adorazione. L’angelo Gabriele per primo ode le parole di Maria, che mai orecchio umano aveva udito, suono racchiuso nel cuore della Vergine.

Alle sue spalle, una apertura, a ricordare come lei sia diventata per noi porta del cielo. La Madonna appare rivestita di luce, inondata di grazia.

L’angelo viene ora rappresentato con le ali spiegate, partecipazione piena della gloria di Dio, tripidio immenso del cielo.

Egli si inginocchia davanti a lei, davanti al grembo dove viene intessuta la Carne del Verbo. Con il suo segno di adorazione al Dio incarnato e di venerazione alla Madonna, mostra agli uomini il centro del loro essere in rapporto con il Mistero.

 

Giovanni Gardini

Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa

21 marzo - 2 aprile

Nel Silenzio del creato

opere di Rachele Biaggi

a cura di Giovanni Gardini

Tutto il creato è in attesa della tua risposta, o Vergine.

Marzo 23, 2007

Rachele Biaggi, Annunciazione “Tace il creato”

“Mettiti ora al posto di Dio. Immagina tutta la Trinità che è lì in attesa della risposta e del consenso di questa sua singolare figlia. Con che amore e con quale compiacenza osserva la sua modestia, il suo modo di fare e le sue parole. E guarda anche l’angelo: con quale delicatezza e sapienza la stimola, misurando le parole e stando inchinato con deferenza di fronte alla sua Signora. Il suo volto è calmo e sereno; il suo incarico l’ha eseguito, e ora sta in attesa di quanto dirà la Signora.”

Non è di S. Bernardo, ma del meno noto Anonimo francescano del ‘300 autore delle Meditazioni sulla vita di Cristo. E’ un’opera singolare che ripercorre i brani dei Vangeli meditandoli e ampliandoli secondo l’esigenza più propria della contemplazione, che è di stare vicino a ciò che è amato, rimanendo sempre un momento ancora, prima del distacco.

Per chi si trova a Milano, nella chiesa di S. Maria Annunciata in Chiesa Rossa (sì quella illuminata da Dan Flavin) è possibile contemplare il mistero dell’Annunciazione attraverso le opere di Rachele Biaggi. L’esposizione dal titolo “Nel silenzio del creato”, curata da Giovanni Gardini, rimarrà nella chiesa di via Montegani fino al 2 aprile (orari 8-12, 16-19).

Rachele Biaggi, Annunciazione “Eccomi” con i riflessi dei neon di Dan Flavin.

La Cattedrale di Montreal

Marzo 20, 2007

Volevo fare un post su una vetrata della Cattedrale di Montreal che ha come soggetto la lavanda dei piedi. Ma a parte che non riesco a trovare nulla di ciò in rete, mi son proprio bloccato vedendo la Cattedrale di Montreal:

Montreal esterno        Montreal baldacchino

FMR

Marzo 19, 2007

FMR come Franco Maria Ricci. Ma anche come effimero. E per me di stirpe mortale che dura solo un giorno, le edizioni FMR sono inavvicinabili: belle e costosissime. Ma il lusso, si sa, se nobile, non è vano. E’ il costo della ricerca, del prototipo, del nuovo che diventa esempio e traino.

FMR ha appena pubblicato un’edizione del compendio del catechismo della Chiesa Cattolica ampliata nelle immagini che corredano il testo (da quattrodici a quaranta) e stampata da una delle migliori stamperie, la Steffenini di Milano. Costa 1500 euro a copia. Il testo è uguale identico al compendio da 9 euro e cinquanta (anche se sarei curioso di vedere se è stato corretto il refuso dell’assenza nell’indice analitico della voce Israel data invece come esistente nel rimando sotto la voce Ebrei, a pag. 185).

Da Magister tutte le altre informazioni.

Essere battezzati

Marzo 16, 2007

“O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione. Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto, è ormai libero dal peccato. Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui.” (Rm 6, 3-9)

Paros battistero 1  Paros battistero 3  Paros battistero 2

Fonte battesimale a forma di croce, IV secolo, Ekatontapyliani - Chiesa dalle cento porte, Parikia, Isola di Paros, Grecia.

(post precedente sul battistero)

Una fede cieca

Marzo 14, 2007

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Ecco un altro esempio di Fede cieca. Un modello di rappresentazione che, come si diceva, può indurre in errore, perché trasmette un’idea di fede chiusa su se stessa, senza alcuna relazione con l’esperienza e, alla fine, irrazionale.

La scultura è di Innocenzo Spinazzi. E’ stata collocata nel 1781 nella Chiesa di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi a Firenze.

Il meraviglioso e la gloria

Marzo 13, 2007

Si svolgerà a Bassano del Grappa dal 17 marzo al 10 giugno 2007  la mostra “Il Meraviglioso e la Gloria. Grandi maestri del Seicento in Europa“.

Si tratta, come hanno spiegato gli organizzatori (per il Comune di Bassano il sindaco Bizzotto, l’assessore Fabris, il curatore Guderzo, il direttore dei Musei Vaticani Buranelli, per la regione Veneto Miracco e la studiosa Bottecchia Dehò), di un’iconografia religiosa elaborata alla luce dei precetti diffusi nel XVII secolo (periodo della Controriforma) che viene “raccontata attraverso 74 opere, tra dipinti, terracotte e acqueforti“. La mostra “Il Meraviglioso e la Gloria. Grandi maestri del Seicento in Europa“ sarà allestita a Palazzo Bonaguro a Bassano del Grappa (vicino al Ponte degli Alpini), già sede del grande evento sugli Ezzelini di qualche anno fa. “Nell’occasione saranno esposti - come ha precisato lo storico Guderzo - capolavori di Bernini, Reni, Ribera, Carracci, Rubens, Guercino, Pietro da Cortona, Johann Liss, Federico Barocci, Leandro Bassano, Alessandro Algardi e Caravaggio, per proporre un racconto per immagini del rinnovato misticismo“. Sarà una grande occasione ammirare un Leandro da Bassano, La moltiplicazione dei pani e la mistica propagazione della regola di san Benedetto agli ordini monastici e cavallereschi benedettini, che “ritorna” così nella sua città natale, un Caravaggio del 1606, Santa Maria Maddalena in Estasi, ed altri considerati minori di notorietà ma non di bravura pittorica.

Nel Seicento - aggiunge Guderzo - l’arte torna ad essere strumento privilegiato nella comunicazione e nella trasmissione degli ideali religiosi: la Chiesa, rinnovata e rafforzata dopo il Concilio di Trento, costituisce ancora uno dei massimi committenti d’opere d’arte e, quindi, attiva finanziatrice e promotrice di opere che testimonino il messaggio positivo di cui essa è portatrice: arte, quindi, come strumento di formazione per il fedele. I più grandi artisti del tempo si misurarono con le tematiche riguardanti estasi mistiche e apparizioni, creando dipinti e sculture destinate a corredare i grandi apparati scenici delle chiese”.

La mostra “Il Meraviglioso e la Gloria” - ha spiegato l’assessore Fabris - ”è l’evento culminante, la sintesi dell’idea di celebrare la Beata Maria Giovanna Bonhomo, della quale ricorre il 400° anniversario della nascita e alla quale Bassano del Grappa (ed Asiago) rende omaggio con un progetto celebrativo importante, che interessa non solo l’arte, ma anche la musica, il teatro, il cinema e la letteratura”. (…)  Si è voluto da una parte onorare la vita di una donna e di una religiosa che segnò il suo tempo al pari di Sant’Ignazio di Loyola e Santa Teresa D’Avila, ma contestualizzre i suoi meriti e riferimenti spirituali nel clima storico ed intellettuale della Controriforma”. E questo straordinario evento di ricorrenza si è avvalso dello studio svolto con accuratezza dalla paleografa Maria Elisabetta Bottecchia Dehò che ha di recente pubblicato un saggio monografico “Canto dell’amore nascosto: Beata Giovanna Maria Bonhomo” (edito da La Serenissima), in cui ripercorre l’itinerario di vita con i suoi aspetti spirituali ed intimi della monaca benedettina che fu Abbadessa nel monastero di San Gerolamo. Giovanna Maria nacque ad Asiago il 15 agosto del 1606 da famiglia nobile e benestante e morì vecchia ed ammalata a Bassano il 1° marzo 1670. “Fu abbastanza venerata nel suo territorio - ci sottolinea Bottecchia Dehò - che provocò un clima di fervore devozionale che promosse il Processo di beatificazione che iniziò nel 1699, chiamando a deporre 143 testimoni”. Fu celebrata la solenne cerimonia della beatificazione da papa Pio VI nella Basilica di san Pietro il 9 giugno 1783 e solo di recente si è avviato in suo favore il processo di canonizzazione.

L’esposizione, che vanta la cura di Sergej Androssov, responsabile delle collezioni dell’arte figurativa occidentale dell’Eremitage; Francesco Buranelli, direttore Musei e Gallerie Pontificie e Mario Guderzo, direttore assessorato Attività Culturali di Bassano del Grappa, è resa possibile grazie alla collaborazione di due importanti istituzioni museali, quali i Musei e le Gallerie Pontificie e il Museo Statale Eremitage di San Pietroburgo (”con cui la città di Bassano del Grappa ha da tempo instaurato un forte rapporto” - ha voluto precisare il sindaco Bizzotto, nel ringraziare la collaborazione e le opportunità comuni che ne scaturiscono), dal quale giungono anche importanti nuclei di opere, che si affiancano ai prestiti dei tanti musei e collezioni private (Pinacoteca di Brera, Musei Capitolini, Palazzo Venezia, Museo Diocesano di Genova, Musei di Capodimonte, collezioni Lemme). Tratto da qui.