Archivio per Dicembre 2006

Cattedrali

Dicembre 22, 2006

Berlicche scrive che non ci sono più le cattedrali di una volta, al massimo si costruiscono grandi fabbriche e stadi. Nei commenti si aggiunge che nuove cattedrali sono anche le banche e i centri commerciali con i loro rituali mercanteschi.

Io aggiungerei: la nuova cattedrale è il museo.

Le soluzioni architettoniche più innovative e ardite che un tempo erano applicate alle chiese, oggi sono riservate ai musei. I grandi mecenati oggi costruiscono musei. E sono i musei (e non le banche, le fabbriche, gli stadi, i centri commerciali) che pretendono di soddisfare le esigenze dello spirito. Nei musei si entra in processione e si parla sottovoce. Il museo richiede l’iniziazione a una bellezza altrimenti inaccessibile. Esige silenzio e contemplazione. Al suo sorgere, modifica la geografia e costruisce nuovi itinerari.

Orientamenti

Dicembre 21, 2006

Scrive Agnoli su Il Foglio di martedì: “Perché il modo di pregare corrisponde e porta con sé un modo di credere: la vecchia liturgia tridentina orienta il fedele verso il sole che sorge, vero l’Emmanuele, il Dio con Noi, verso la centralità del tabernacolo”.

Credo che parlare di centralità del tabernacolo sia errato. E che possa trasformarsi in una di quelle formule che, anche se fuorvianti, persistono e si trascinano con inerzia, come quella ”opposta” del quando il sacerdote girava le spalle all’assemblea.

A questo proposito, per approfondire il senso dell’orientamento nella celebrazione, riporto un brano di Ratzinger tratto da La festa della fede, Jaca Book ”Celebrare rivolti al Santissimo non è mai stato il senso della pregressa posizione del rito (che difficilmente si può caratterizzare come un rivolgersi all’altare). Sarebbe inoltre contro ogni logica teologica, poiché nelle offerte eucaristiche il Signore si fa presente durante la Messa nello stesso modo come lo è nel tabernacolo nelle offerte provenienti dalla Messa. L’Eucarestia allora verrebbe celebrata di Ostia in Ostia, ciò che evidentemente non ha senso. La direzione interiore della Eucarestia può essere sempre e soltanto la stessa, cioè dal Cristo nello Spirito Santo verso il Padre; il problema è solo come ciò si esprima meglio nell’azione liturgica. Il contenuto positivo dell’antico senso della celebrazione non era dunque l’orientamento al tabernacolo [...] Era un rivolgersi conforme del sacerdote e del popolo verso il comune atto di adorazione trinitaria (pag. 130).”

Quindi l’antico modo di celebrare è un rivolgersi a oriente, al sole che sorge simbolo di resurrezione, ma non coinvolge il tabernacolo. Il sole che sorge, in quanto simbolo di resurrezione ”non è solo espressione cristologica, ma indice della potenza del Padre e dell’opera dello Spirito Santo, nonché richiamo alla speranza nella parusia” (pag. 131).

Ma attenzione, il fatto che si celebrasse secondo il messale tridentino non metteva al riparo da fraintendimenti: “L’antico orientamento della celebrazione era divenuto così inespressivo; si poté allora formulare la locuzione che il sacerdote celebra alla parete, o addirittura l’idea che egli celebra al tabernacolo. La trionfale vittoria del nuovo orientamento nella celebrazione va spiegata soltanto sullo sfondo di questo malinteso, che senza alcuni ordine tassativo si è imposto con un’unanimità e una sollecitudine che non sarebbero nemmeno pensabili senza la perdita del significato della prassi seguita fino allora (pag. 132)”.

Quindi l’antico, nella misura in cui diventa una celebrare al tabernacolo, e il nuovo, nella misura in cui si trasforma in un rapporto dialogico chiuso, hanno lo stesso rischio: ridursi ad esprimere una sola dimensione dell’Eucarestia, senza più l’apertura alla dinamica trinitaria.

L’importante quindi è che il ritorno all’antico messale non sia il ritorno agli antichi errori.

Il messale di San Pio V

Dicembre 20, 2006

Si avvicina il motu proprio di Benedetto XVI che faciliterà l’utilizzo del messale di San Pio V. Chi non ha mai assistito a una messa con il messale tridentino, può iniziare a vederla on-line. Ho trovato due esempi, due messe solenni: una nella chiesa di S. Nicholas a Parigi, l’altra nella cappella del seminario di Saint Cure d’Ars a Flavigny. 

(Le messe sono celebrate dalla Società Sacerdotale San Pio X, attualmente scismatica).

Aggiornamento. Giustamente per non lasciare solo questi due esempi, quasi che la messa tradizionale implicasse la perdita della comunione con Roma, segnalo un video con messa tradizionale di rito ambrosiano celebrata a Roma da Monsignor Vincenzo Vismara. Molto impressive per la sua solennità pure questo video con una messa celebrata a Boston nel 1941. Molto belle anche queste foto della Fraternità Sacerdotale di San Pietro.